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Il tassismo in Italia

di Gds (15 agosto)

Due taxi, una tariffa predeterminata e un servizio pubblico che, alla prova dei fatti, ha lasciato cinque passeggeri senza tutela.

Il 15 agosto 2026, di ritorno da Malta, siamo arrivati all’aeroporto di Napoli. Eravamo in cinque: tre adulti e due bambini. Dopo lo sbarco e una breve sosta in bagno, abbiamo raggiunto direttamente la fila dei taxi intorno alle 16.30 per proseguire verso la Stazione Centrale.

Una bottiglia di champagne, simbolo della concorrenza auspicata nel servizio taxi

La tariffa predeterminata ufficiale per la tratta Aeroporto–Stazione Centrale è di 21 euro. Le tariffe predeterminate comprendono i supplementi ordinari, compreso quello festivo; nel nostro caso andavano aggiunti soltanto 5 euro per il minivan con più di quattro passeggeri. Totale: 26 euro.

Al primo taxi disponibile abbiamo chiesto espressamente di applicare questa tariffa. Il conducente, pur non avendo davanti un minivan, non ha voluto effettuare la corsa e ci ha saltati, rivolgendosi ai passeggeri successivi. Alla nostra osservazione che un taxi svolge un servizio pubblico e non dovrebbe scegliere il cliente in base alla convenienza della destinazione, ha risposto, in sostanza, che era un giorno festivo, che doveva lavorare e che doveva guadagnare. Il confronto è diventato anche sgradevole: il conducente si è avvicinato con un atteggiamento che abbiamo percepito come intimidatorio.

A quel punto abbiamo chiesto aiuto all’addetto in uniforme che si trovava all’inizio della fila. La risposta è stata sorprendente: ha detto di non occuparsi della questione e che avremmo dovuto chiedere agli stessi tassisti. In pratica, chi avrebbe potuto almeno gestire la fila o indicare a chi rivolgersi ha rimandato il passeggero proprio alla categoria oggetto della contestazione.

Il taxi successivo era invece un minivan. Anche il secondo conducente non ha accettato di applicare il totale corretto di 26 euro e ne ha chiesti 30. Con due bambini, i bagagli, un treno da raggiungere e nessuna voglia di trasformare la fila in una discussione infinita, abbiamo pagato i quattro euro in più.

Ma il punto non sono i quattro euro. Il punto è il principio: una tariffa pubblica, scritta e predeterminata non può diventare facoltativa nel momento in cui il cliente sale a bordo. E un servizio pubblico non può funzionare sulla base della maggiore o minore convenienza della singola corsa, soprattutto in un luogo delicato come un aeroporto, dove arrivano famiglie, turisti e persone che non conoscono la città.

L’episodio è stato segnalato lo stesso giorno agli uffici competenti del Comune e alla società di gestione dell’aeroporto. Nella comunicazione abbiamo indicato luogo, fascia oraria, composizione del gruppo, importi richiesti e comportamento riscontrato, chiedendo di verificare le immagini delle telecamere e la gestione della fila. È stato inoltre richiesto un riscontro scritto sugli accertamenti e sugli eventuali provvedimenti, riservandoci, in assenza di risposta, di sottoporre la vicenda alle autorità competenti perché valutino ogni possibile profilo giuridico.

Non si tratta di sostenere che tutti i tassisti si comportino allo stesso modo. Si tratta però di riconoscere un problema di sistema: quando due conducenti consecutivi contestano la stessa tariffa e chi è presente per presidiare l’area non interviene, il passeggero resta solo. È questo intreccio di discrezionalità, scarsa trasparenza e assenza di controllo che chiamo tassismo.

Il giorno in cui Uber, Bolt e altri servizi analoghi potranno finalmente operare davvero anche in Italia, stapperò una grande bottiglia di champagne. Non per mettere indiscriminatamente in difficoltà la categoria dei tassisti, nella quale lavorano anche molti professionisti seri, ma per reintrodurre una concorrenza che può fare soltanto bene: premiare chi offre un servizio corretto, tutelare i passeggeri e togliere spazio alle mele marce.

Nel frattempo, ai viaggiatori resta una sola difesa: informarsi prima, chiedere la tariffa predeterminata all’inizio della corsa e pretendere una ricevuta. Per la tratta dall’aeroporto di Napoli alla Stazione Centrale sono 21 euro; se si viaggia in più di quattro con un minivan, il totale è 26 euro. Tutto compreso.

Fonti: informazioni ufficiali dell’Aeroporto di Napoli sul servizio taxi e tariffario taxi ufficiale.

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